MUSEO MINERARIO DELLA BAGNADA

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Visita guidata

 

     La visita al Museo si articola in tre diversi momenti: percorso con guida nelle gallerie della miniera, museo minerario dove sono esposti oggetti del lavoro quotidiano, e museo mineralogico, dove ritroviamo alcune collezioni dei principali minerali della Val Malenco.

 

 

Miniera

 

     Accompagnati dalle guide, si raggiunge l’imbocco (1480m) dopo circa 20 minuti, percorrendo un sentiero in salita che si snoda in un bosco di larici. Opportunamente attrezzati con caschi e pile, si accede alla miniera: un chilometro circa, su quattro livelli collegati da scale metalliche. Nei punti più significativi le guide conducono il visitatore a conoscere le fasi principali del lavoro, le tecniche di coltivazione, gli strumenti e gli attrezzi di un tempo, il trasporto, le caratteristiche del minerale e la geologia. Corredata da effetti  speciali audio-visivi, la miniera è senza ombra di dubbio la parte del museo a maggior impatto emotivo.

 

 

 

Museo minerario  

 

     Il museo minerario raccoglie reperti legati all’attività estrattiva, donati spontaneamente al Comune dai molti lanzadesi che vantano nelle loro famiglie minatori o artigiani legati al settore. Vi sono rappresentate le risorse minerarie della valle: amianto, talco, serpentiniti scistose e non, pietra ollare e risorse minori. Fa bella mostra di sé un tornio idraulico molto antico (forse del ‘700), recuperato nella vicina Valbrutta e l’unica botte utilizzata per separare l’amianto dalle impurità.

 

 

Museo Mineralogico

 

    La Val Malenco è, tra le valli alpine, forse la più ricca di minerali e chi ha dimestichezza con i libri di Mineralogia sa che essa è citata spesso accanto ai più disparati luoghi del mondo. Una felice situazione geologica ha fatto sì che in pochi Kmq si potesse trovare una tale varietà di cristalli, quale la nostra. Quasi 300 le specie mineralogiche riconosciute, di cui due trovate per la prima volta, artinite e brugnatellite; inoltre una decina di minerali, al tempo del loro ritrovamento, erano nuove per l'Italia o per l'Europa. Ci sono poi delle cristallizzazioni così significative per dimensioni, caratteristiche morfologiche e ottiche che a buona ragione possono ritenersi le migliori al mondo. È il caso dell'introvabile demantoide, ora emblema di Lanzada.

  

 

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